"...la sportività è un fattore chiave per uno sport di squadra altamente competitivo che ha deciso di eliminare la figura dell'arbitro!"
L'unione dei sessi
L'Ultimate è uno sport misto, dato che le squadre possono essere composte da giocatori di ambo i sessi, cosa che senza dubbio contribuisce ad una educazione verso l'uguaglianza dei sessi.
Nato negli Stati Uniti alla fine degli anni sessanta, si sviluppa subito come uno sport praticato da ragazzi e ragazze. Questa tradizione si va mantenendo viva, nonostante la competitività e il livello di gioco siano cresciuti notevolmente in questo ultimo decennio.

Lo dimostra il fatto che benché sia stata creata la categoria femminile (Womens), non è mai stata creata quella maschile, bensì la "Open", che come dice il nome stesso, è aperta a qualsiasi classe di giocatore (età, sesso...). più spavalde giocatrici possono così misurarsi con gli uomini, e anche con successo, dato che l'abilità tecnica unita alla lucidità di gioco permettono loro di bilanciare le capacità fisiche degli uomini. Si è verificato in più di un'occasione che una squadra composta esclusivamente da ragazze abbia partecipato ad un torneo "Open" dove le restanti squadre erano tutte composte da ragazzi.
Rispetto e sportività
L'Ultimate è uno sport che non prevede la figura dell'arbitro, perché si basa sul rispetto delle regole e dei giocatori, cosa che contribuisce ad aumentare la sportività. Esistono molti sport di squadra di collaborazione/opposizione e senza contatto fisico, ma l'Ultimate è senza dubbio l'unico che si pratica con successo attraverso l'auto-arbitraggio, senza la presenza di una figura arbitrale esterna. Perché non c'è l'arbitro?
Risulta sempre difficile spiegare a chi non conosce l'Ultimate, che in questo sport tutti rispettano le regole, senza falli o scorrettezze, addirittura senza bisogno della presenza di un arbitro! La domanda infatti potrebbe essere capovolta: "Perché esistono gli arbitri negli sport di squadra?"
Effettivamente questa è la caratteristica che rende l'Ultimate uno sport davvero unico.
Ma le regole si spingono oltre. Non solo non esiste la figura dell'arbitro, ma addirittura non sono previste sanzioni, proprio perché non sono previsti i trasgressori. Per cui, per essere un giocatore di Ultimate non c'è altra scelta che la correttezza sportiva. Questo voto di rispetto delle regole e degli avversari è noto come "Spirit Of The Game" (SOTG), qualcosa di imprescindibile per poter giocare a Ultimate. Così recita un paragrafo delle regole ufficiali della WFDF: "L'Ultimate incita a la sportività e al "fair play". La competizione estrema è incoraggiata a patto che questo non significhi infrangere le regole, perdere il rispetto tra i giocatori e il genuino piacere di giocare."

Questi concetti tutt'altro che teorici e astratti, nell'Ultimate diventano tanto evidenti e concreti da diventare elementi essenziali per la pratica di questo sport. E' per questo che l'Ultimate Frisbee, in un ambiente divertente e allo stesso tempo formativo, può influire più di altri sport nello sviluppo, nella formazione e nella personalità dell'individuo.
"Per due studenti in particolare, C. e Y. l'attività di Ultimate Frisbee è stata una rivelazione, un modo per sentirsi responsabilizzati, trascinatori del gruppo, motivatori, esattamente il contrario della normale dinamica d'aula, in cui tendono a essere leaders negativi, sabotatori."
Carlo Caleffi, docente del Centro Formazione Professionale ENAIP, Bologna 2005
Utopico? Non certo nel mondo del disco, dove nei tornei internazionali così come nei campionati mondiali, il trofeo più ambito, assieme a quello del primo posto, è quello dello Spirito Del Gioco (SOTG). Premio che viene conferito alla squadra che meglio abbia saputo incarnare questo sentimento di nobiltà sportiva. Potrà sembrare strano, ma questo è ciò che succede sui campi di Ultimate, da quando è stato creato fino ai giorni nostri: niente arbitro nelle partite d'allenamento ma neppure in quelle ufficiali della Coppa del mondo!
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